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Una Trans in Palestra – Palestra No Trans



In Paesi come la Germania, una Trans può avere il riconoscimento del nome femminile anche prima di aver fatto l’intervento di rettifica dei Genitali, in Italia no.

E questo può creare problemi spiacevoli come Kika (Luca) che ha vista rigettata la sua iscrizione in palestra perchè Trans.
Così Elena di Cioccio propone a Kika di chiedere a varie palestre se ci sono problemi con l’iscrizione visto il suo essere Transessuale.
Alcuni dicono di non avere problemi, magari con l’accortezza di fare la doccia con il costume.

Uno chiama un suo amico Commissario di Polizia per sapere quale spogliatoio legalmente dovrebbe utilizzare. E se è uomo sul documento non può spogliarsi nello spogliatoio delle donne. Il Responsabile della Palestra però le offre un piccolo spogliatoio apposito.

A questo punto tutte le palestre si sono dimostrate collaborative.
Kika decide di provare in una palestra della stessa catena di quella che l’ha rifiutata.

La dipendente prende tempo per parlare con il capo. Kika torna dopo qualche giorno dove riceve il rifiuto. E le viene detto che in quella palestra non accettano i transessuali e non è la prima richiesta di questo tipo.

Elena di Cioccio prova quindi ad attaccare un bel cartello con scritto NO TRANS fuori dalla Palestra, quando esce un ragazzo che le toglie il cartello di mano e dice che è solo una trans che si vuol fare pubblicità. Che lui conosce altri transessuali che non si fanno questa pubblicità negativa.

Segue l’intervista con Vladimir Luxuria, la più famosa trans d’Italia. Che fra le altre cose aveva ricevuto un tipo simile di discriminazione dall’onorevole Gardini che riteneva che non potesse usufruire del bagno delle donne.
Alla fine dell’intervista Vladimir Luxuria afferma anche di essere stata con politici italiani.